NEWS - Ristrutturazioni edilizie: Agevolazioni Fiscali

Detrazioni fiscali per le ristrutturazioni valide anche per la demolizione e ricostruzione Le Semplificazioni in materia edilizia contenute all'articolo 30 del decreto del fare (Dl 69/2013, convertito nella legge 98), con la possibilità di demolire e ricostruire senza rispetto di sagoma con semplice SCIA, aprono interessanti opportunità in quanto l'equiparazione dei suddetti interventi alla ristrutturazione permette di estendere ad essi anche la fruibilità delle detrazioni fiscali del 36-50 e del 55-65 e di eseguire interventi anche laddove sono subentrate modifiche dei regolamenti urbanistici. Ristrutturazioni con demolizione e ricostruzione Le nuove norme: demolizioni e ricostruzioni equiparate a ristrutturazioni edilizie A partire dal 21 agosto 2013, la demolizione di un fabbricato seguita dalla sua ricostruzione con la stessa volumetria, ma con sagoma differente, è qualificabile come un intervento di ristrutturazione edilizia e non più come una nuova costruzione, e quindi è sufficiente la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al posto del permesso di costruire o della DIA. La novità, che modifica l'art. 3 del Testo Unico Edilizia (D.P.R. 380/2001), è stata introdotta dall'art. 30, comma 1, lettera a) del decreto del fare (D.L. 69/2013), convertito dal Parlamento nella Legge n. 98/2013 in vigore dal 21 agosto scorso. Mentre prima la definizione di ristrutturazione edilizia comprendeva anche la demolizione e ricostruzione solo se l'edificio ricostruito non modificava né volume né sagoma di quello preesistente, ora invece basta rispettare il volume, potendo dunque cambiare la sagoma. Questo comporta che mentre prima la demolizione e ricostruzione fuori sagoma era nuova costruzione, e dunque soggetta a permesso di costruire, ora si può realizzare con semplice Scia. La grande novità è che con questa modifica normativa si potranno fare molti interventi di trasformazione urbana prima impossibili. Visto infatti che la demolizione e ricostruzione fuori sagoma era, nel vecchio regime, nuova costruzione, doveva rispettare le regole dei piani urbanistici. Se ad esempio in quell'area era sopravvenuta un'inedificabilità assoluta, non si poteva fare nulla (a meno della demolizione e ricostruzione con la stessa sagoma e volume). E comunque si dovevano rispettare tutte le nuove regole su indici di edificabilità, destinazioni, altezze, distanze. Ora la demolizione e ricostruzione fuori sagoma, ma con lo stesso volume, è una semplice ristrutturazione edilizia, e la giurisprudenza (TAR Puglia n. 2341/2006 e n. 3210/2004) è univoca nel dire che in questi casi il proprietario ha diritto di conservare volumi, superfici, destinazioni, altezze e distanze preesistenti, anche se in contrasto con il PRG vigente. Si potranno allora demolire vecchi edifici e ricostruirli tutti diversi, anche modificando la sagoma, in deroga al PRG, purché si rispettino le caratteristiche preesistenti su volume, destinazione d'uso (non si potrà dunque trasformare capannoni in case), superfici, altezze. Sulla stessa sagoma, se modificata, bisognerà tuttavia non sforare i parametri precedenti, ad esempio l'altezza o le distanze, pena il ricadere nella nuova costruzione

30/10/2013